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venerdý 27 novembre 2020
Direttore: Romano Lupi
Responsabile online: Marco Scolesi
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L'editoriale [numero 58]: "In memoria di Gary Peacock, contrabbassista, 1935-2020"
Scritto da Marco Scolesi   
mercoledý 25 novembre 2020
Da un po' di tempo, soprattutto da quando è iniziata l'emergenza sanitaria Covid-19, l'editoriale non ha più cadenza fissa, ovvero mensile, bensì saltuaria, come del resto è il nostro periodo cartaceo, The Mellophonium (è in preparazione il numero 40 dedicato ai maestri della tv e della radio). E così sarà anche in futuro. Ora, però, si impone, poiché è mancato, a settembre, un grande protagonista della storia del jazz, Gary Peacock. Era malato da tempo e aveva 85 anni. Per chi scrive con la morte di Peacock si chiude definitivamente un'epoca, quella dei concerti estivi del trio di Keith Jarrett nella pineta di Jazz a Juan. Quindi, in questo editoriale, mi limiterò in estrema sintesi, a tracciare le tappe della carriera di Peacock, in segno di rispetto e omaggio. Nato a Burley, nell'Idaho, fu allievo del contrabbassista David Izenzon, dopo il servizio militare in Germania iniziò a suonare con Barney Kessel, Bud Shank, Paul Bley e Art Pepper. Fu membro di varie formazioni tra cui il Bill Evans trio (con Paul Motian alla batteria, che lo consigliò a Keith Jarrett) e l'Albert Ayler trio (con Sunny Murray alla batteria). Per un breve periodo suonò con Miles Davis, sostituendo Ron Carter in alcuni live. Negli anni Sessanta Peacock si trasferì in Giappone e abbandonò temporaneamente la musica per studiare la filosofia Zen (tale approccio si riscontra anche nel suo stile musicale, molto elegante e raffinato, un esercizio di sottrazione). Tornato negli Stati Uniti studiò prima biologia e poi teoria musicale alla Cornish College of the Arts. Dal 1983 fece parte dello Standards Trio di Keith Jarrett con Jack De Johnette alla batteria. Il trio, considerato una delle più importanti formazioni di questo tipo nella storia del jazz, suonò in molti concerti in tutto il mondo. A suo nome pubblicò 10 album, l'ultimo è "Tangents" del 2017 uscito per la Ecm. Fu sposato con la musicista Annette Peacock. A dare l'annuncio della sua morte è stato De Johnette con queste parole, alle quali è impossibile aggiungere altro: "È con profonda tristezza che piangiamo la scomparsa del grande Gary Peacock. Ho avuto la grande fortuna di trascorrere più di 30 anni suonando fantastica musica con lui, sia separatamente che con il trio con Keith Jarrett. Gary aveva un suono, una sensazione e un’immaginazione altamente creativa. Fu il suo album “Tales of another” (Ecm) che ci ha fatto incontrare, dopo di che abbiamo deciso di continuare a suonare insieme, e il resto è storia. Provo molto affetto e gratitudine per lui e per il suo contributo a quella musica che chiamiamo jazz. Lydia e io inviamo il nostro più profondo amore alla famiglia Peacock. Sarai sempre nei nostri cuori". Grazie per sempre a Gary Peacock.
 
Best Jazz 2020: anche quest'anno il Mellophonium.it seleziona i migliori cd. Sette le categorie
Scritto da Csk   
venerdý 06 novembre 2020
La redazione del Mellophonium on line rilancia, per il decimo anno consecutivo, il Best Jazz 2020. Dopo molti anni di articoli, recensioni, rassegne e approfondimenti, la nostra rivista, ormai un punto di riferimento per gli appassionati di buona musica, a seguito del successo del 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019, ha deciso nuovamente di assumersi l'onore (e la responsabilità) di selezionare i migliori dischi jazz usciti nel 2020. Come sulla storica rivista Musica Jazz (ideatrice del Top Jazz), per tutti noi un esempio da seguire soprattutto sotto la direzione di Arrigo Polillo, anche sul Mellophonium on line i lettori potranno leggere il Best Jazz, una sorta di guida per orientarsi tra le migliori uscite discografiche, in questo caso del 2020. Verranno coinvolti giornalisti, critici musicali, musicisti, compositori, direttori artistici di festival, fotografi, scrittori, editori, discografici, operatori culturali e, più in generale, addetti ai lavori. I risultati verranno poi pubblicati a gennaio 2021 sul Mellophonium.it. La redazione pubblicherà tutte le singole liste (cd americani: dall'1 al 10; cd europei e di altri continenti: dall'1 al 5; cd italiani: dall'1 al 5; talento emergente, sia straniero che italiano: voto unico) tralasciando le classifiche finali. Il nostro Best Jazz, infatti, non vuole essere una "gara" tra musicisti, ma semplicemente un luogo dove trovare il miglior jazz uscito negli ultimi 12 mesi. Verranno inoltre riproposte altre due categorie: miglior concerto-live e miglior inedito-ristampa. Infine ci sarà sempre la possibilità, qualora fosse necessario segnalare ulteriori titoli interessanti, utilizzare la categoria aggiuntiva "Da ascoltare". Chi volesse partecipare al Best Jazz 2020 del Mellophonium on line può inviare la sua lista, entro il 6 gennaio 2021, all'indirizzo di posta elettronica Le selezioni verranno pubblicate dal 7 gennaio nella sezione News. Buona lettura, o meglio buon ascolto.
 
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